Polpettone della nonna

Buongiorno e buona domenica

oggi vi riporto una ricetta gustosa ed ideale per il pranzo della domenica, parlo del “polpettone”.

Questa è una delle tante specialità di mia nonna, che questa volta l’ha adattato alle mie esigenze. La ricetta originale è fritta e poi cucinata insieme alla salsa, con al ripieno l’aggiunta di galbanino e prezzemolo, mentre per adattarlo alla mie esigenze è stato cucinato al forno senza prezzemolo all’interno.

Ecco a voi la ricetta:

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Ingredienti

  • 500 gr tritato
  • 4 Uova per condire
  • quanto basta Parmigiano Reggiano
  • 150 gr di prosciutto cotto o fesa di tacchino 
  • 2 Uova
  • 100 gr di galbanino o emmenthal

Dose: per 2 persone.

Tempo di cottura: circa 20 minuti + 20 min circa di preparazione

Preparazione

  1. Mettiamo in un pentolino con dell’ acqua le 2 uova per farle diventare sode.
  2. Nel frattempo prepariamo l’impasto della carne come se stessimo preparando delle semplici polpette. Unendo al trito di carne le 2 uova e del Parmigiano Peggiano quanto basta per fare indurire l’impasto.
  3. Lasciamo raffreddare le uova e tagliamole in 4. Allo stesso modo tagliamo il formaggio a strisce lunghe di circa 1cm di spessore.
  4. Prepariamo i polpettoni, aggiungendo una fetta di prosciutto o fesa, una striscia di formaggio ed un quarto di uovo. Mettiamo l’ altra carne sopra e formiamo una polpetta grande.
  5. Prima di adagiarlo su una teglia ricoperta di carta forno, passiamo il nostro polpettone nel pan grattato fatto in casa in modo da evitare che si apra.
  6. Inforniamo per circa 20 min a 180°. Serviamo caldo.

Parola d’ordine, DISINTOSSICAZIONE!!!!

Il primo mese è stato come se stessi vivendo un incubo, essendo intollerante al nichel ed anche al frumento, la mia dieta era limitata al pollo, pasta di riso con zucchine, peperoni e melanzane, una volta a settimana carne rossa e pane azzimo di Timilia, una farina tipica siciliana che è molto rara da trovare!! Nella mia zona solo un panificio è attrezzato a produrre questo tipo di pane!

Non vi dico come sono stata in quel mese, un misto tra nervosa, depressa, incapace di esprimere alcuna sensazione, ma soprattutto svogliata e distratta nel fare tutto ciò che facevo prima!!

Con il passare dei giorni però percepivo già di stare bene, niente più crampi, niente più gonfiore, niente più diarrea!! Fino a quando però al panificio hanno sbagliato a fare il pane e sono crollata nello sconforto più totale! Perché nonostante tutti i sacrifici che avevo fatto, rinunciando a tutti, ad uscire con i miei amici, con il mio fidanzato, preferivo cenare a casa pur di non cercare posti dove facessero solo carne per limitare le scelte degli altri, arriva un estraneo, un panettiere che con la sua leggerezza mischia nella farina di timilia la farina di grano aggiungendo pure un pizzico di lievito di birra! Sono stata una settimana da schifo!! Proprio la settimana di Pasqua!

Ero tornata ad essere gonfia, ad avere crampi, ad essere svogliata e distratta nel mio lavoro ed era iniziata di nuovo la diarrea continua! Avevo perso le speranze, fino a quando ho avuto la conferma che il disturbo era causato dal pane, così per due settimane ho evitato di mangiarlo, ed ero tornata a  stare bene!!

Così ho pensato “Disintossicazione, questa sarà la mia parola d’ordine per questo mese!” e così è stato! Ho rinunciato a tutto, solo pasta di riso, zucchine, peperoni, melanzane e pollo a pranzo e cena, mentre a colazione mi era concesso o galletta di riso o mela o banana!

DISINTOSSICAZIONE! E così è stato!!

Allergie ed Intolleranze alimentari: la differenza!

Da quando ho scoperto di essere intollerante, ho passato giorni e giorni alla ricerca di capire cosa fosse in realtà, perché il mio medico curante quasi non sapeva neanche l’esistenza, mentre la nutrizionista dove sono in cura mi ha spiegato che non è nulla di allarmante, devo solo conviverci e scoprire il mio grado di intolleranza.

Dopo un primo momento di sbandamento, mi sono messa all’opera ed ecco quello che ho scoperto!

Innanzitutto, proprio come mi ha detto la nutrizionista, molti medici non accettano queste intolleranze o meglio secondo loro non è una vera e propria malattia. E ne ho avuto conferma anche per via dei miei controlli dagli allergologi (tre per l’esattezza) che facendogli vedere le prime analisi sulle intolleranze che avevo fatto, mi hanno detto che non erano attendibili!

Allora, facciamo un po’ di chiarezza!

Molti tendono a confondere le allergie con le intolleranze alimentari: i concetti, però, sono molto diversi, nonostante i sintomi correlati siano, per certi versi, sovrapponibili.

Infatti le allergie alimentari sono una reazione esagerata del sistema immunitario, che si scatena in risposta ad un allergene, il quale è percepito come elemento estraneo dall’organismo, quindi come una possibile fonte di danno. Gli anticorpi del nostro sistema provocano una risposta immunitaria ed è proprio l’alimento stesso con i suoi allergeni a provocare questa risposta sproporzionata, come problemi digestivi, eruzioni cutanee e gonfiore delle vie aeree. In alcune persone le allergie alimentari possono causare sintomi gravi o addirittura una reazione potenzialmente letale detta shock anafilattico.

Per intolleranza alimentare, invece, il concetto è diverso: il sistema immunitario non viene coinvolto, di conseguenza non si scatena una risposta immunitaria.
Già l’etimologia del termine “intolleranza” indica l’incapacità di sopportare, di tollerare: in seguito ad un’assunzione abbondante di un determinato alimento, l’organismo “si ribella” perché non riesce a digerirlo correttamente. Ecco il motivo per cui l’intolleranza è una reazione tossica dell’organismo, a differenza dell’allergia (reazione non tossica) che non dipende dalla dose assunta.

L’unico fattore che accomuna, anche se solo in parte, le allergie alle intolleranze è la sintomatologia: comuni sono, infatti, gli effetti che si manifestano dopo una reazione allergica od un’intolleranza alimentare: dolori addominali, diarrea, nausea, gonfiore allo stomaco, prurito ed arrossamento della cute rappresentano i sintomi che si riscontrano in entrambe le problematiche, quindi spesso i due disturbi vengono confusi.

Tabella riassuntiva

ALLERGIA INTOLLERANZA
Reazione non tossica, esagerata e violenta Reazione tossica
Coinvolgimento del sistema anticorpale Non prevede risposta immunitaria
Dose indipendente Dose dipendente
Classificazione: allergie IgE-mediate ed IgE-non mediate. Classificazione: intolleranze enzimatiche e farmacologiche
Causa: il sistema immunitario produce anticorpi contro le proteine dell’alimento, potenziale pericolo per l’organismo. Causa: la carenza enzimatica impedisce la digestione dell’alimento.
Sintomi: dolori addominali, diarrea, nausea, gonfiore allo stomaco, prurito ed arrossamento della cute, difficoltà respiratorie, cardiorespiratorie, shock anafilattico.

Sintomi:  dolori addominali, diarrea, nausea, gonfiore allo stomaco, prurito ed arrossamento della cute.

Rimedio: eliminazione totale dell’alimento dalla dieta. Rimedio: assunzione dell’alimento in piccole quantità.

Dall’inizio..

E’ iniziato tutto qualche anno fa! Disturbi vari che iniziavano con il gonfiore dello stomaco poi crampi e per finire dissenteria! Tanti controlli, ecografie, analisi, visite mediche, nessuno mi dava una spiegazione plausibile, l’unica che mi dava il dottore era colite nervosa, e mi prescriveva medicine a base di carbone e finocchio! Poi ho iniziato ad aumentare di peso e tutti mi dicevano che era dovuto alla mia vita sedentaria, visto che sono una ragioniera e lavoro sempre seduta.

Passano gli anni (5 per l’esattezza) ma i disturbi rimangono, così ho deciso di effettuare le analisi per intolleranze alimentari dal mio analista e mi suggerisce quello base di 180 alimenti. Dopo averlo effettuato scopro tutti i valori sballati, lo porto al mio medico e mi suggerisce di eliminare tutto quello che ha una percentuale alta e deduce che sono intollerante al lattosio poiché dalle analisi c’era una percentuale alta sul latte vaccino e sulla ricotta.

Inizio ad eliminare qualcosa, compro latte e formaggi senza lattosio, intraprendo una strada che speravo sia utile a farmi stare bene! Passano due mesi ma il problema ritorna, anzi peggio di prima! Non riuscivo ad uscire più di casa, perché avevo sempre scariche di diarrea, non avevo più la possibilità di fare passeggiate tranquille con il mio fidanzato, con gli amici, non potevo neanche andare a fare la spesa! Così riprendo il giro dei medici, faccio vari test allergici ma non scopro nulla! L’unica diagnosi è sempre “colite nervosa”.

Così mi rassegno e penso che sia veramente la causa del mio malessere! Intanto continuavo a prendere peso. I vestiti non mi entravano più da un giorno all’altro!

Oltre al malessere fisico si aggiunge anche quello psicologico, stavo male e non trovavo nessuna causa al tutto.

Fino a quando a settembre di quest’anno mia mamma ha deciso di seguire con una nutrizionista una dieta specifica per perdere peso, ed abbiamo scoperto che questa dottoressa è anche esperta in intolleranze alimentari. Così dopo le feste natalizie, prendo un appuntamento e le parlo dei miei disturbi.

Solamente guardando le analisi che avevo fatto per le intolleranze mi dice “Per me sei intollerante al nichel, perché tutti questi alimenti hanno di fondo questa sostanza!” Mi suggerisce di effettuare l’ALCAT TEST e dopo 20 giorni circa arriva l’esito!!

Non posso dimenticare quel giorno, 4 febbraio 2015! Appuntamento alle 8.30 del mattino! Mi arriva una doccia fredda: “Come pensavo sei intollerante al nichel, ma anche al frumento ed ai lieviti!” questo il suo responso! Inizio una dieta di disintossicazione per un mese, mangiando solo pasta di riso, pane di timilia, zucchine e pollo.

Inizia così la mia vita nichel free..